••• Dottor Giorgio Antonucci ••• |
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Biografia del Dottor Giorgio AntonucciGiorgio Antonucci ha studiato medicina e chirurgia all’Università di Siena, dove ha conseguito la laurea nel 1963. Formatosi come psicoanalista con Roberto Assagioli, fondatore della psicosintesi, incomicia a lavorare a Firenze come medico internista e consulente per problemi inerenti il disagio, dedicandosi poi alle questioni della psichiatria, per evitare i ricoveri e gli internamenti e impedire che storie di uomini e donne si trasformino in vicende psichiatriche. Ha collaborato all’istituzione del primo laboratorio aperto per degenti, all’interno dell’ospedale psichiatrico San Salvi di Firenze. Nel 1968, ha lavorato come medico di sezione nel primo reparto di Ospedale Civile sorto come padiglione aperto, a Cividale del Friuli, ponendo fine alla pratica dell’internamento in manicomio, seguendo sempre il criterio del rifiuto di ogni costrizione fisica e psichica e di critica al discorso psichiatrico. Nel 1969, ha lavorato presso l’Ospedale psichiatrico di Gorizia, con Franco Basaglia. Dal 1970 al 1972, ha diretto il Centro di Igene Mentale (CIM) di Castelnuovo nei Monti (Reggio Emilia). In quel periodo, nei paesi limitrofi ha organizzato incontri e assemblee, chiamando i cittadini a discutere di problemi economici, sociali, politici e culturali relativi all’istituzione psichiatrica. Da quegl’incontri partirono le famose “calate” a Reggio Emilia, con manifestazioni di protesta all’interno dell’Istituto San Lazzaro, il manicomio della città, e incontri con i lavoratori delle industrie della provincia. Dal 1973 al 1996 ha lavorato, prima, al grande Istituto dell’Osservanza, poi ha organizzato e diretto il “Reparto Autogestito” dell’Istituto Lolli, a Imola, dove ha contribuito allo smantellamento di alcuni reparti di lungodegenti, facendo sì che fossero gli stessi “degenti” a organizzare non solamente la loro vita quotidiana ma anche le strutture in cui si trovavano a vivere. Giorgio Antonucci, ha ricevuto, l’8 marzo 1997 a Milano e il 15 febbraio 2003 a Los Angeles, un riconoscimento per le attività svolte da parte del “Comitato cittadini per i diritti dell’uomo”, con sede centrale a Los Angeles. Il 26 febbraio 2005 ha ricevuto a Los Angeles il Thomas Szasz Award “per eccezionali contributi alla lotta contro lo stato terapeutico”, ricevendo contemporaneamente un riconoscimento anche dall’assemblea legislativa dello Stato della California. Da anni, Giorgio Antonucci prosegue la sua attività culturale e scientifica, occupadosi, fra l’altro, della questione degli ospedali psichiatrici giudiziari, tutt’ora presenti in Italia, e delle attività di rete a difesa dei diritti dei cittadini sottoposti a provvedimenti psichiatrici, tra le quali il Telefono Viola. Amico di poeti e scrittori, gode di grandissima stima da parte di Thomas Szasz, noto in tutto il mondo per il suo libro Il mito della malattia mentale, uscito negli Stati Uniti nel 1966. Con Szasz condivide la messa in discussione radicale dell’istituzione psichiatrica e del concetto di malattia mentale. Autore di svariati libri, Giorgio Antonucci ha scritto su parecchie riviste, tra esse:
Al lavoro e all’infaticabile impegno di Giorgio Antonucci in difesa del diritto alla parola, il professore danese Svend Bach, docente di letteratura italiana all’Universita di Aarhaus, ha dedicato un libro, Temanummer om Antipsykiatri eller ikke-psykiatri (Edizioni Amalie, Copenaghen, 1989). Giorgio Antonucci è dunque un personaggio emblematico, per gli aspetti culturali, scientifici, sociali, politici e del diritto della sua elaborazione, di alcune questioni nodali della società e della cultura occidentali: funzione e ruolo della psichiatria, e leggitimità dei suoi fondamenti operativi, ma anche funzione e ruolo del principio di cura in medicina e nella stessa psicoanalisi, e messa in discussione dei loro aspetti autoritari. Il ruolo di Giorgio Antonucci è stato — e seguita ad essere — importantissimo anche per quanto riguarda la formazione, grazie alla sua intensa attività di docenza corsuale, rivolta a studenti, giovani, educatori ed infermieri e a tutti coloro che, come individui e come cittadini, sono iteressati ai temi dei diritti, della liberta, della salute. Così come, nel campo del lavoro, Giorgio Antonucci ha sempre valorizzato la ricerca e il lavoro di quei giovani e di quelle associazioni e cooperative sociali che si sono occupate del disagio in termini non autoritari, non omologati, non esclusivamente psicofarmacologici, bensì con caratteri innovativi e di attenzione alla dignità, alla qualità della vita e ai diritti di ciascuno. |